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12 settembre 2008

Post Apocalypse Scenery



Ultimamente, dopo l'esperienza fatta per la copertina dello Speciale per intendersi, sento di aver fatto la pace con il Colore. Per anni mi sono sforzato di ignorare il colore per concentrarmi sul bianco e nero e sulle sue infinite possibilità intermedie di toni medi, tipici dell'inchiostrazione a china. Ora finalmente torno a immaginare anche a colori.

Forse in tutto questo centra un libro che leggevo quest'estate, nel quale ho scoperto che non è vero che noi sognamo solo in bianco e nero. Pare che i sogni a colori siano quelli più veri. Quelli in cui compiamo i cosidetti viaggi astrali e nei quali incontriamo persone reali e talvolta vediamo addirittura ciò che sarà nel futuro. Ora gli scettici alzeranno le sopracciglia.

Be', insomma.

Più banalmente trovo che l'uso di una colorazione, sia anche veloce e imprecisa, aiuta molto ad immaginare i volumi e l'atmosfera di un ambiente disegnato, prima di decidere se poi metterlo in bella e ripassarlo a china. Per vedere la differenza prima e dopo, allego anche lo studio a matita, puro e semplice.

6 commenti:

Lai Mirco ha detto...

Quando un elemento del sogno è a colori sarebbe interessante provare a collegare il senso di questo elemento a quello del suo colore, anche se non è così semplice come si potrebbe immaginare. Infatti sono state condotte molte ricerche in merito a questo argomento e si è scoperto che il valore simbolico che normalmente attribuiamo ai colori spesso non coincide con quello che acquistano nei nostri sogni. Ad ogni modo anch'io trovo molto utile questo passaggio attraverso il colore prima di decidere se e come inchiostrare un disegno.

cristiano spadavecchia ha detto...

Ciao Mirco,
sono felice di constatare che anche tu stai approfondendo i tuoi studi sui vari aspetti del difficile "mestiere del tratto"
:-)

CS

Lai Mirco ha detto...

Oserei dire MOOOLTO difficile! Eh, mi sa che alla prima occasione dovrò "estorcerti" qualche segreto del "mestiere"! Prima che mi dimentichi vorrei segnalarti che all'interno del numero di quest'estate di Fumo di China c'è un articolo in cui si menzionano vari autori di fumetti, tra cui ci sei anche tu. Alla prossima. Ciao!

cristiano spadavecchia ha detto...

Caro Mirco,
mi vien da dire che in questo momento qualunque mestiere è difficile: purtroppo la situazione economica non aiuta, men che meno i mestieranti del tratto :-(

Ma non è il caso di scoraggiare chi cerca consigli e conforto.
Per parafrasare Marcello Mastroianni, che un giorno espresse un concetto sul recitare che si puo' allargare anche al nostro mestiere, direi: "è difficile e mal compensato ma è sempre meglio che lavorare"

CS

Pagas ha detto...

Il disegno è materia viva, mutevole.

Il disegnatore deve cercare di plasmare il materiale incandescente, le scelta sono difficili perchè ci sono migliaia di strade da intraprendere. A volte si ci pente del risultato ottenuto, ma l'importante è continuare ad andare avanti.

Ho molto apprezzato il tuo modo di "pensare" un disegno, e i risultati si vedono.
Ottimi disegni!

Saluti
Pagas

cristiano spadavecchia ha detto...

Grazie Paolo, apprezzo molto il tuo segno e il carattere di certi tuoi personaggi, continua a deliziarci.

CS