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4 giugno 2009

Save African Forest



5 giugno, quinta giornata mondiale dell'ambiente. Lo so, suona retorico. Con tutti i problemi che ognuno ha: la salute, l'affitto, il mutuo, le tasse, la macchina da riparare, le vacanze, gli extraterrestri bisogna pure pensare ai continui richiami dei soliti catastrofisti sulla salute del pianeta in cui viviamo. Uff...

E poi quando anche ci abbiamo pensato cosa risolviamo? Comunque l'economia è quella che è, non la si puo' cambiare, pena il disastro economico che, per la specie umana, è altrettanto grave del disastro climatico.

Allora che fare? Be ognuno di noi reagisce a modo suo.

L'altra sera, mentre finivo di disegnare, ho cominciato a giocare con un pezzo di gomma pane usata ed è uscito fuori questo muso di un gorilla. Allora ho deciso di fargli una foto, perchè spesso dopo aver modellato la gomma pane, poi la uso per cancellare i disegni così quello che avevo modellato perde la sua forma e sparisce per sempre.
Invece questo gorilla non volevo che sparisse. Volevo che rimanesse, mi è sembrato importante. Di gorilla se ne sono visti tanti: veri, di peluche, di gomma, di plastica, gonfiabili; ma mai di gomma pane! Così, per evitare la sua "estinzione", l'ho immortalato con uno scatto digitale.

Il giorno dopo, per spedire ad un'amica questa foto, ho dovuto ritoccarla (la foto non l'amica). Mentre trafficavo al computer ho cominciato a ricordare le immagini di un documentario che mi è capitato di vedere. Era sull'abbattimento selvaggio di intere zone di foresta pluviale in Africa, nel Camerun e nel Congo, dove i gorilla vivono (quelli veri non quelli gonfiabili). Allora ho fatto una ricerca su internet e ho trovato parecchie informazioni, soprattutto passando per il sito di GreenPeace.

La foresta pluviale Africana è la seconda al mondo per estensione, dopo quella Amazzonica.
Sono luoghi importantissimi. Ancestrali. Al loro interno vivono specie animali ancora da scoprire. La funzione delle foreste è semplice. Producono ossigeno, sono come i polmoni per il corpo umano. Sono fabbriche naturali. Essenziali per la sopravvivenza nostra e dei nostri figli. L'economia mondiale che ragiona spesso sui guadagni a breve termine, impone di raderle al suolo. Questo sta succedendo. I nostri figli e i figli dei nostri figli ringraziano sentitamente.

E' già successo in molti luoghi del pianeta. Fa parte di un piano di sviluppo(!?) economico. Basta guardare la nostra piccola pianura padana, che un tempo era proprio una foresta pluviale. Un giono gli antenati di alcuni leghisti hanno pensato bene di tagliare gli alberi per impiantare le loro coltivazioni e le loro imprese.
All'inizio restando in equilibrio con l'ecosistema della zona; ma stravolgendo, nei secoli, sempre di più il territorio e condannandolo se non si interviene a una futura desertificazione! Oggi la Padania è uno dei luoghi più malsani del mondo, per concentrazione di polveri sottili, CO2 e teste di c...o.

Stiamo radendo al suolo i polmoni della terra. Non ho mai visto un uomo vivere, senza polmoni...a parte il Camilleri di Fiorello...

Visto che vorrei evitare di vivere in un mondo brendoniano alla Mad Max, ci ho riflettuto su.
Questa è la mia riflessione per la giornata che si celebra oggi in tutto il mondo. Potete prenderlo come il delirio di un fumettista stressato per il primo caldo di giugno. Oppure come spunto per provare a scoprire anche voi qualcosa di più sulla questione, direi, non di secondaria importanza. Prima che tutta la terra diventi un'immensa pianura "desertica" padana.

CS

2 commenti:

enricofrancescon ha detto...

ciao cristiano
non è in gioco il pianeta terra ma l'estinzione della razza umana.
Le foreste, tagliate, dopo 100 anni sono uguali e più forti di prima.
Pensa al biocarburante è una pazzia; ricavare benzina dal mais è la morte per almeno due terzi della popolazione del pianeta.

sosteniamo le energie alternative
enrico

cristiano spadavecchia ha detto...

hey Enrico,
Hai ragione. In effetti, paragonandolo alla vita del pianeta in cui viviamo(qualche miliarduccio di anni), la presenza del genere umano
in modo significativo sulla terra (qualche migliaio di anni) è più o meno come uno starnuto nella vita di una persona.
Se anche il pianeta fosse malato a causa nostra, sarebbe si e no un raffreddore e gli anticorpi per curarsi dal microbo uomo, la terra ce li ha...eccome se ce li ha, sigh!

D'accordo con te anche sull'utilizzo di fonti energetiche intelligenti e soprattutto, come si può leggere nel libro: "Decrescita Felice", sul MINORE SPRECO di fonti energetiche da parte di ognuno di noi.

CS